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mosaici_di_ravenna.jpgBen otto monumenti storici sono patrimonio dell'umanità dell'Unesco. Alla scoperta di Ravenna  la città d'arte che ha ispirato Dante e Boccaccio, Gustaav Klimt , Herman Hesse e Lord Byron.

 

Strano destino, diventare il simbolo di una città in cui non si ha mai messo piede. Eppure è successo così all’imperatrice bizantina Teodora e al suo augusto sposo Giustiniano I, che negli anni di massima espansione dell’Impero Romano d’Oriente, regnarono con magnificenza sulla città di Ravenna.
Uno sbalorditivo scrigno di arte e di storia in riva all’Adriatico, per tre volte capitale nei tempi antichi, oggi considerata  universalmente la Capitale del mosaico. Piccole tessere vetrose fanno di Ravenna una città famosa in tutto il mondo per un primato assoluto: quello di vantare ben otto monumenti dichiarati dall'Unesco Patrimonio dell’Umanità. Primo di tutti la Basilica di San Vitale, il tempio paleocristiano dedicato a Teodora e Giustiniano, tra le massime opere dell’arte tardo-romana. Al suo interno, negli splendidi mosaici, l’imperatrice indossa vesti sontuose e gioielli sfavillanti: intorno a lei tutto brilla. Stessa magnificenza nel corteo di Giustiniano, sul lato opposto, ma è la sovrana, maestosa e ieratica Teodora che cattura lo sguardo. Tanti, nel corso dei secoli, sono rimasti ammaliati da questa figura: anche Gustav Klimt, che nel 1903 visitò Ravenna e che trasfuse lo splendore dell’imperatrice bizantina in molti suoi dipinti, fra cui il celeberrimo “Bacio”. Di epoca teodoriciana è Sant’Apollinare Nuovo, la più importante testimonianza dell’incontro fra romanitas e barbaritas, con i suoi sfavillanti mosaici dominati da scene del Vangelo. Del V secolo il Battistero degli Ortodossi, detto anche Battistero Neoniano, il cui interno è fulgido scrigno di tarsie marmoree, stucchi e mosaici policromi. Quasi un secolo dopo, sotto il  regno dei Goti, viene eretto il Battistero degli Ariani, a pianta ottagonale, con la cupola ornata da migliaia di tessere vitree a comporre la scena del battesimo di Cristo. A quest’epoca risale anche la Cappella Arcivescovile, l’unico monumento ortodosso durante il regno di Teodorico. Singolare e irripetibile è il Mausoleo di Teodorico, costruito con grandi blocchi di sasso istriano e coperto da un enorme monolito del peso di oltre 300 tonnellate.
E poi c’è Sant’Apollinare in Classe, a 5 km dal centro di Ravenna, una basilica a tre navate solenne e grandiosa, ancora una volta impreziosita da decorazioni musive di epoca bizantina. Alla fine di questa carrellata di monumenti e beni  dell’Umanità, compare un’altra figura femminile: Galla Placidia, sorella dell’imperatore Onorio, la prima a dare un impulso per la rinascita edilizia di Ravenna, fresca capitale dell’Impero d’Occidente. Il suo mausoleo, all’esterno piccolo e sobrio, è in realtà uno dei più antichi e ammirevoli esempi di decorazione musiva di epoca paleocristiana, con la serena rappresentazione del Buon Pastore e un’esplosione di colori sulla volta.
A Ravenna il mosaico ha una storia millenaria. Per scoprirlo basta dare un’occhiata alla cosiddetta Domus dei Tappeti di Pietra, di epoca romana, con straordinari pavimenti in tarsia di marmo o a mosaico. O visitare la mostra della Domus del Triclinio, dove si trovano anche i mosaici provenienti dal Palazzo di Teodorico. Ravenna delle torri campanarie, dei  mausolei e dei chiostri monastici è una città quasi divina, dal tocco artistico abbondante ed eterogeneo. Una città che è allo stesso tempo romana, gotica, bizantina, ma anche medioevale, veneziana e infine contemporanea, calda e ospitale,  letteraria e musicale.
Basta citare il prestigioso Ravenna Festival, evento di musica sinfonica ma non solo, che anima le estati ravennati dal 1990, o anche i nomi di Dante, che ha qui il suo sepolcro, e Boccaccio, che vi ambientò alcune sue novelle. Oltre a Klimt, che dalla bellezza di Ravenna trasse dichiaratamente ispirazione, anche Hermann Hesse si lasciò sedurre dal fascino di questa città, dedicandole alcuni versi, e il poeta Lord Byron, che in città compose diverse opere. Ravenna custodisce preziosi scrigni dove la cultura è alla portata di tutti.
Impossibile non citare il MAR, Museo d’Arte che propone esposizioni periodiche di alto profilo e ospita diverse collezioni permanenti, oppure il Museo Arcivescovile che comprende la Cappella di Sant’Andrea, prezioso gioiello tutelato  dall’Unesco.

 
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